Il legno come scelta ecologica

Natura v. coltivazione

Oggi tutti concordano nell’affermare che le emissioni di CO2 rappresentano la principale causa dei cambiamenti climatici; di conseguenza, tenere conto dell’impronta ecologica di un prodotto è diventato un fattore fondamentale nel processo decisionale, al pari di qualità, design e prezzo. Il legno è un antidoto naturale contro l’accumulo di anidride carbonica. Gli alberi hanno il potere di assorbire CO2: un metro cubo di legno vivente assorbe circa una tonnellata di CO2, che poi scompone attraverso la fotosintesi, per rilasciare ossigeno nell’atmosfera e immagazzinare anidride carbonica. Lasciate a loro stesse, le foreste crescono fino a raggiungere una fase culminante di massima fertilità. A questo punto, nuovi alberi crescono solo quando altri muoiono, per vecchiaia o calamità naturali. Gli alberi morti e morenti emettono CO2 a causa dell’anidride carbonica immagazzinata e, poiché vi è crescita solo proporzionale al decadimento, non vi è in questa fase alcun aumento netto nell’immagazzinamento di anidride carbonica. Tagliare gli alberi durante la maturazione consente l’immagazzinamento di anidride carbonica per tutta la durata del prodotto in legno; inoltre, il mercato del legno rappresenta un incentivo economico alla conservazione e al ripopolamento delle aree boschive. Questo aspetto è particolarmente importante nelle regioni tropicali, dove la deforestazione non è vista come un problema ma piuttosto come una soluzione, grazie alla quale si hanno terreni ed energia a disposizione.

 

 

 

Utilizzare il legno per far crescere le foreste

Havwoods reperisce molti dei propri prodotti dal Nord America e dall’Europa. Le foreste europee (ad esclusione di quelle della Federazione Russa) sono tra le più intensamente gestite al mondo: appena il 5% della superficie forestale mondiale produce infatti il 25% di tutto il legname. Nonostante ciò, solo il 64% dell’incremento netto annuo viene raccolto. In realtà, la copertura forestale in questa zona sta aumentando al ritmo di oltre 660.000 ettari all’anno. Negli Stati Uniti, le piante in crescita (legni duri) sono più che raddoppiate tra il 1953 e il 2007, passando da 5.210 a 11.326 milioni di m3, con un ulteriore aumento del 15-20% previsto da qui al 2030. Molte sono le politiche attualmente in vigore a favore della riforestazione e dei suoi vantaggi economici e, in questo senso, Europa e Stati Uniti godono di livelli particolarmente buoni di tutela. In Europa, per esempio, il 12% delle aree forestali è protetto, per conservare la biodiversità e il paesaggio; le riserve forestali costituiscono oltre 1,6 milioni di ettari e ampi tratti di foreste protette in Europa settentrionale e orientale sono gestite attivamente per tutelarne la biodiversità che, in sé, trae vantaggio dal taglio. In sostanza, ciò si deve al fatto che le diverse forme di fauna selvatica preferiscono un habitat variegato, perciò un insieme di alberi con età e altezze diverse arricchisce la regione di biodiversità. Inoltre, dal momento che scoprire il suolo forestale favorisce la crescita erbacea, questo comporta di conseguenza un aumento nell’approvvigionamento di cibo per molte specie, incrementando così le possibilità di crescita per le popolazioni animali.

 

 

Usare il legno fa bene alla Terra

Un maggiore uso di prodotti in legno stimola l’espansione delle foreste e riduce di conseguenza le emissioni di gas serra. Un aumento del 4% annuo nei consumi di legno in Europa garantirebbe l’isolamento di 150 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Analizzando la situazione da un diverso punto di vista, un aumento del 10% nella quota di case di legno in Europa produrrebbe da solo un risparmio di CO2 sufficiente a soddisfare il 25% circa della richiesta di riduzione prevista dal protocollo di Kyoto! E la sola Europa produce abbastanza legname ogni anno da poter costruire una casa il legno al secondo! Ma c’è di più: la produzione e la lavorazione del legno sono processi ad alta efficienza energetica: ogni metro cubo di legno utilizzato come sostituto di altri materiali da costruzione riduce le emissioni di CO2 di 1,1 tonnellate in media; offre un eccellente isolamento termico e riesce a isolare anidride carbonica per tutto il suo ciclo di vita (ogni metro cubo di pavimentazione in legno ne contiene 5kg). Anche alla fine della sua vita un prodotto in legno rimane ecologicamente efficiente poiché può essere riutilizzato, riciclato o utilizzato come sostituto dei combustibili fossili, sotto forma di biomassa a zero emissioni di CO2.

 

 

Il legno deve essere quello giusto

Per promuovere la gestione responsabile del patrimonio forestale mondiale, sono state istituite alcune organizzazioni internazionali non governative come la PEFC® (Program for the Endorsement of Forest Certification) e la FSC® (Forest Stewardship Council). Ogni prodotto proveniente da una fonte FSC o PEFC può riportarne il logo solo con l’approvazione della catena di custodia da parte dell’ente in questione.

Attualmente è in vigore un regolamento promulgato dall’Unione europea in materia di legnami (EU995/2010), che vieta sul suolo dell’Unione ogni forma di commercio illegale di legname e prodotti in legno di dubbia provenienza. Tutti i fornitori di legno e prodotti da esso derivati hanno l’obbligo di conservare per un minimo di cinque anni tutte le informazioni sul fornitore, sull’acquirente e sul prodotto, per garantirne la tracciabilità. In Havwoods, naturalmente, seguiamo rigorose procedure interne sulla provenienza e sostenibilità di ogni legname che porta il nostro nome. Negli ultimi anni abbiamo anche ridotto notevolmente la nostra offerta di legni esotici, le specie che hanno più probabilità di subire deforestazioni illegali, perché crediamo che ogni esigenza di colori e finiture particolari possa oggi essere soddisfatta in maniera più che adeguata lavorando le essenze largamente disponibili, come il rovere.

Meglio scegliere il legno, dunque, perché indubbiamente fa bene all’ambiente… ma che sia il legno giusto!

Layout 1PEFC-PRO-3-OC

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